BASSOTTI – EMMEFFE 2-2 (p.t. 0-1)
Reti: 7’, 57’ Vacchina (E), 44’ Perella (B), 45’ Minchillo (B)
I Bassotti: Corbelli, Minniti, Summo, Togliatto, Pizzi, Perella, Buggé, Cerato, Minchillo, Rispoli, Casale. All. Eboli.
Emmeffe: Brusa, Vitali, Mocerino, Zucco, Orlandin, Sfienti, Di Matteo , Morrone, Sichera, Patti, Vacchina, Mascia. All. Cornelj
Arbitri: Basile di Torino e Delli Calici di Bra
L’Emmeffe parte bene, sciupa, si fa riprendere e superare, acciuffa il pareggio e, proprio sul fischio di chiusura, ringrazia Vacchina che con un intervento disperato in scivolata sulla linea di porta anticipa Cerato pronto al più facile dei tap-in.
Questa, in estrema sintesi, la cronaca di quello che è stato, anche per intensità e tensione, un vero e proprio anticipo di play-off, con i Bassotti che hanno dimostrato, se ancora ce ne fosse stato bisogno, di essere ormai una squadra tosta nonostante la giovane carta d’identità di molti e l’Emmeffe che conferma il suo buon momento, trovando buone risposte anche da chi, come il portiere Brusa, fino ad oggi aveva avuto poco spazio in C1.
All’inizio mister Cornelj sceglie di affidarsi ad un quintetto rapido con Brusa in porta, Di Matteo, Patti, Morrone e Vacchina giocatori di movimento. Eboli risponde con il totem Corbelli tra i pali e i ragazzini terribili Summo, Perella, Buggè e Minchillo.
L’inizio è di marca Emmeffe che fa un gran possesso palla fino a trovare, dopo sette minuti, il gol con Vacchina su schema d’angolo. Dall’altra parte la replica è affidata a Summo che costringe Brusa in angolo, sugli sviluppi del quale il numero 1 granata è attento due volte su tentativi da distanza ravvicinata.
La partita vive sul filo dell’equilibrio, grande concentrazione e pochi errori da ambo le parti. A Zucco, che con un bolide da fuori chiama Corbelli alla deviazione oltre la traversa, risponde subito Minchillo che tutto solo davanti a Brusa non riesce a superare l’estremo ospite. E’ poi la volta di Perella, che conclude alto da buona posizione, a cui replica Patti che trova Corbelli in uscita.
L’occasione più grande, proprio in chiusura di tempo, ce l’ha però l’Emmeffe con Vaccchina che con un preciso diagonale centra il palo a Corbelli battuto. Il rammarico è doppio perché Morrone, solo sul secondo palo, non avrebbe avuto difficoltà a spingere la palla in porta.
La ripresa si apre sulla falsariga della prima frazione: occasione di qua, replica di là. Ad aprire le danze questa volta sono i Bassotti che dopo 15 secondi, con Cerato, chiamano Brusa alla respinta in tuffo. La replica Emmeffe è affidata a Di Matteo che, liberato in fascia, centra il secondo legno di giornata per i suoi.
Il clima, nonostante la neve che cade fuori, si scalda e i cartellini gialli cominciano ad essere sventolati con una discreta frequenza. A farne le spese per l’Emmeffe, oltre a capitan Patti, anche Zucco e Orlandin che, diffidati, salteranno l’importante trasferta di Antignano.
A metà tempo la partita, in due minuti, cambia completamente volto. Al minuto 44 Perella sfrutta una palla persa di Patti e insacca nell’angolino a sinistra di Brusa il pari. Passa un minuto ed è Morrone questa volta a perdere palla dando il là alla ripartenza che Minchillo, su assist di Buggè, trasforma nel vantaggio interno.
I giovani Bassotti, galvanizzati dal vantaggio, continuano a spingere ma Brusa dice no a Cerato sul secondo palo prima e poco dopo Perella non arriva in tempo alla deviazione vincente.
Riordinate le idee, l’Emmeffe torna a farsi pericolosa con Zucco, con Corbelli attento sul primo palo e poi trova il pareggio sugli sviluppi di una rimessa laterale quando Vacchina viene completamente dimenticato sul palo lungo.
Mancano tre minuti e la sensazione, sugli spalti, è che tutto possa ancora accadere. Ma non accade più nulla perché Brusa ipnotizza Cerato in uno contro uno e Corbelli fa lo stesso con Sichera. Poi all’ultimo secondo, con Cerato pronto al tap-in e la panchina dei Bassotti già scattata in piedi per esultare, spunta, improvviso e maligno, un piede di Vacchina.
Palla in angolo e titoli di coda, per un pareggio che, per quello che si è visto, è il risultato più giusto.









