Mondonico l’avrebbe definito il successo degli indiani contro i cowboys. Rasheed Wallace, cestista statunitense di culto per ogni appassionato NBA, si sarebbe limitato ad un laconico “Both teams played hard – entrambe le squadre hanno giocato duro”. Altri avrebbero osservato che con gli Dei del calcio a 5 apertamente schierati, era impossibile non centrare l’obiettivo.
Cinque legni colpiti dagli avversari, rigore sbagliato da Ongari compreso, a fronte di due gol in cinque occasioni per l’Emmeffe. Tanta grazia tutta insieme, dalle parti di mister Cornelj & C, non si ricorda a memoria d’uomo, e allora è lecito che qualcuno si sia appellato al trascendentale per trovare la spiegazione.
Alla sifda che vale una stagione la lista degli indisponibili dell’Emmeffe comprende Ferraiuolo, Patti, Tedesco, Arena, Capogna e, di fatto, Bardini: quintetto con cui giocarsi i play-off, altro che da corsia box.
Ma per piangersi addosso non c’è tempo, carpe diem dicevano i Latini, cogli l’attimo, anche perché in tali condizioni la prospettiva di giocarsi un ulteriore spareggio a distanza di pochi giorni sarebbe come sperare nella clemenza della Corte dopo una confessione piena.
Allora avanti con chi resta, Cardillo in porta, Di Matteo, Loverre, Durante e Sichera dall’inizio, con Favano, Vitali e il redivivo Forcella pronti dalla panchina. Tutti chiamati a fare del loro meglio e qualcosa in più per portare a casa il punto necessario, perché se non si vince la Coppa Italia si vincono i play-off, lo dice la storia di questi ultimi 5 anni e certe tradizioni è meglio non interromperle.
La partita è quella che ci si aspetta, l’unica possibile in tali circostanze. Bra avanti, Emmeffe attenta in ogni situazione in attesa dell’occasione giusta. Il tabellino recita tentativi in serie dei padroni di casa che trovano sempre la pronta risposta di un monumentale Cardillo e quando non ci arriva la sua mano ci pensano i pali e la traversa a dire no. Ruggirello dall’altra parte osserva da spettatore privilegiato, ma ci pensa Sichera con un delizioso pallonetto allo scadere della prima frazione, a ricordare a tutti che l’Emmeffe avrà anche i cerotti ma dispone di un cuore grande così. 1-0 ospite e tutti negli spogliatoi, non a bere un thè caldo come direbbe Caressa, ma più semplicemente a prendere fiato prima di affrontare in apnea gli ultimi 30 minuti.
Pronti-via nella seconda frazione e il Bra pareggia: Prudente si libera al limite, probabilmente aiutandosi con una spinta su Loverre non sanzionata dagli arbitri, salta Cardillo con l’amato mancino e deposita in rete. 1-1 e tanti, troppi minuti davanti. Quando poi, poco dopo, sugli sviluppi di un corner la palla viene deviata in mezzo all’area da Di Matteo (di mano?di spalla?) e l’arbitro indica con decisione il dischetto sembra prossima la capitolazione del fortino granata: sul dischetto si presenta Ongari, Cardillo intuisce ma non c’è bisogno di intervenire perché la palla scheggia il palo e finisce fuori. Sospiro di sollievo, tutti di nuovo in trincea con lo scorrere del cronometro come migliore alleato.
Se a questo si aggiunge poi che al dodicesimo minuto si è già gravati di cinque falli con la spada di Damocle di un possibile tiro libero non appena si sfiori un avversario, occorre che i magnifici 5 dell’Emmeffe, oltre che trovare le ultime risorse atletiche, devono anche mantenere in campo un autocontrollo emotivo che in una partita spareggio dei Play-Off è un’impresa da campioni.
Detto degli ultimi due pali (interni) centrati da Prudente prima e Radames poi, la gioia può esplodere al primo minuto di recupero quando Loverre e Sichera confezionano il contropiede perfetto che vuol dire 2-1 Emmeffe. A quel punto, con due gol da realizzare in un minuto, anche lo stellone che vegliato per tutto l’incontro sui ragazzi di Cornelj si distrae e così, nel tentativo più velleitario del match, con un’imbucata da metà campo, il Bra trova il 2-2 buono solo per gli annali.
Negli spogliatoi Emmeffe c’è solo spazio per i festeggiamenti, ai cerotti e ai play-off nazionali si comincierà a pensare da martedì. Un’impresa così, del resto, non riesce tutti i giorni.